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BECCO E BASTONATO.

Un modo di dire spesso usato nella mia Toscana è “mi sento becco e bastonato”. Il significato è semplice: ho già un problema e mi capita una situazione che accentua, quasi sarcasticamente, il problema principale.

In questo caso il problema è il viaggiare quando si ha una disabilità che ti permette di muoverti solo su carrozzina, elettrica o manuale. Quindi il mio “becco” è la difficoltà dei mezzi di trasporto. Nel caso specifico: il treno. Annosa questione che si ripropone in svariate variabili. Vi racconto l’ultima. Devo andare a Carpi, partendo da Bologna. Mando la mail alla Sala blu di Bologna e dopo pochi minuti mi chiama una delle responsabili.

«Sig.re Ulivieri, mi spiace ma la stazione di Carpi non è abilitata all’assistenza disabili».

Bene. In poche parole non c’è assistenza e dunque non potrei scendere dal treno con il solito carrello sollevatore.

A Carpi però ci devo andare per un motivo importante ma pure se era futile ci sarei dovuto andare senza problemi. Come fare? A Modena, città più vicina, c’è l’assistenza. Il problema è da Modena a Carpi. Faccio una ricerca e scopro c’è un taxi accessibile. Uno solo. È già qualcosa. Essendoci un solo taxi lo devo prenotare. A Carpi mi porta ma ovviamente non mi costa poco: 35€ all’andata, 45€ al ritorno. Ecco, questa è la parte “bastonato”. Naturalmente c’è pure la problematica degli orari perché non tutti i treni sono accessibili e quindi devo scegliere quello adatto. Questa però ormai la sappiamo. Un disabile non decide quando viaggia, lo decidono gli altri.

In un mondo ideale ogni stazione e ogni treno dovrebbe essere accessibile. Questo non accade. Proviamo allora a pensare un mondo meno ideale ma comunque “umano” dove se si è costretti a certe peripezie e spese e ti rimborsa chi è in colpa? O non va bene manco questo?

Per adesso rimango “becco e bastonato”.

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