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L’accessibilità è importante. Anzi, fondamentale per chi non ha facilità di movimento per via di varie tipologie di disabilità. Nel tempo è sicuramente migliorata. Ci sono più possibilità di muoversi. I mezzi di trasporto accessibili sono più numerosi. Certo, c’è ancora moltissimo da fare ma piano piano (in alcuni casi un po’ troppo piano) stiamo migliorando. Noto però un grande pericolo. Ci stiamo orientando verso l’accessibilità ma ci dimentichiamo della qualità dell’accessibilità. Non è un aspetto marginale. Non siamo pacchi da spostare, siamo persone. Ti dicono: meglio di nulla. Certo, meglio del nulla è pur sempre qualcosa. Non dev’essere però una scusa, un alibi per farci digerire ogni tipo di accessibilità. Nel video volevo riportarvi un esempio di quel che vi scrivo. Siamo alla stazione di Bologna. Se sei un bipede (lo preferisco al termine normodotato) per prendere un treno, soprattutto quello ad alta velocità, devi scendere nel sotterraneo, nuova stazione. Può farlo con le scale mobili, in parte con gli ascensori. Anche una persona con disabilità può farlo ma se ha una disabilità fisica, le scale mobili non fanno al caso suo. E allora? Da anni esiste questo tunnel, che è per gli addetti ai lavori. Prima si usava anche per andare nei binari con numeri più alti, ora per scendere dove c’è l’alta velocità. I disabili lo conoscono bene. Una piacevole frescura in estate, un frigorifero d’inverno. Per non parlare del bel profumo di campi fioriti. Un eufemismo per non dire puzza. E poi. È triste. Ho chiesto, ora con la stazione nuova: ma se volessi usare altre vie, magari comuni ai bipedi? È no. Come ho detto prima, c’è l’ascensore ma poi devi usare la scala mobile. Almeno che non vuoi uscire da via Carracci, dall’altra parte della stazione. Sempre se non ti perdi prima. Già. Dopo anni di lavori si sono dimenticati di fare un altro ascensore che ti porta all’uscita principale. Dunque i bipedi si fanno le scale ed i ruotati il tunnel della diversità. È così che lo vedo, lo sento. È questa la sensazione che ho ogni volta che devo utilizzare una via diversa dagli altri. Fosse almeno di qualità. Ma neanche questo direi. È pure un’alternativa fatiscente. Non ci siamo. Non pensiate che mi devo accontentare dell’accessibilità. Voglio anche la qualità ma di sicuro non voglio la diversità. Basta entrare dal retro. Basta entrate da porte di sicurezza, stanzini, tunnel. Quindi, cara Bologna, un sottopassaggio dev’essere accessibile a tutti. O ci fate ascensori comuni oppure tutti i viaggiatori passano dal nostro tunnel della diversità. Può essere un’idea. Sarcasticamente.

p.s. scusate il tremolio del video ma non passavo su di un tappeto rosso.