Il 24 settembre ha preso il via a Bologna un nuovo percorso formativo dedicato all’affettività e alla sessualità nella vita delle persone con disabilità. Quattro incontri, per un totale di 16 ore, pensati per costruire strumenti e linguaggi condivisi tra i servizi sociali e sociosanitari.
Il percorso si svolge nella sede della Città metropolitana di Bologna, in via San Felice 25, e proseguirà fino a dicembre 2026. L’obiettivo è affrontare un tema che attraversa diritti, autodeterminazione, relazioni, famiglie, pratiche educative e responsabilità professionali.
Un linguaggio comune per superare stereotipi e tabù
Quando si parla di sessualità e disabilità, pregiudizi, silenzi e processi di infantilizzazione continuano spesso a condizionare lo sguardo delle persone e dei servizi. Per questo il primo modulo, che ho condotto il 24 settembre, è stato dedicato alle cornici culturali, alle parole e alle definizioni necessarie per riconoscere la sessualità come parte dell’identità umana.
Il lavoro parte dalla consapevolezza che non basta intervenire sulle singole situazioni: serve una cultura condivisa capace di leggere bisogni, desideri, confini e diritti senza ridurre la persona alla sua disabilità.
I quattro moduli del percorso
1. Cornici comuni: contesto, linguaggio e stereotipi
24 settembre 2026, ore 14.00–18.00 – docente Maximiliano Ulivieri
Dai cenni storico-culturali sui tabù legati alla sessualità e alla disabilità alla costruzione di un linguaggio comune tra servizi sociali e sociosanitari. Il modulo affronta identità, stereotipi e de-sessualizzazione.
2. Diritti, autodeterminazione e dimensione clinico-sanitaria
14 ottobre 2026, ore 14.00–18.00 – docente Maximiliano Ulivieri
La sessualità viene affrontata come diritto, a partire dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dai riferimenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si parlerà inoltre delle specificità della disabilità fisica e intellettiva, di autonomia, privacy, strategie educative e presa in carico integrata.
3. Famiglie, caregiver e ruolo dell’operatore e dell’operatrice
13 novembre 2026, ore 14.00–18.00 – docente Anna Castagna
Il terzo incontro sarà dedicato alle dinamiche familiari, dall’iperprotezione all’infantilizzazione, e alle strategie di comunicazione e alleanza con famiglie e caregiver. Uno spazio importante sarà riservato anche alle emozioni, ai confini professionali e al benessere di chi opera nei servizi.
4. Strumenti operativi e costruzione di pratiche condivise
17 dicembre 2026, ore 14.00–18.00 – docente Roberto Rospigliosi
L’ultimo modulo porterà il confronto sul terreno delle pratiche: lettura dei comportamenti problema, ipotesi di intervento educativo, identità sessuali e di genere nella disabilità e lavoro su casi studio in sottogruppi misti per servizio e professione.
Dal confronto alle pratiche condivise
La formazione non vuole offrire risposte standard, ma creare le condizioni perché professionalità diverse possano confrontarsi e costruire modalità di intervento più consapevoli, coordinate e rispettose dell’autodeterminazione delle persone.
Parlare di affettività e sessualità significa parlare di dignità, libertà, relazioni e qualità della vita.
L’apertura del percorso è stata affidata a Sara Accorsi, consigliera delegata della Città metropolitana di Bologna per Welfare e contrasto alla povertà e Politiche per l’abitare. L’evento è accreditato ECM; sono stati inoltre richiesti i crediti ECS.
Informazioni
Sede: Città metropolitana di Bologna, via San Felice 25, aula grande – primo piano.
Segreteria organizzativa: Giulia Rodeschini – giulia.rodeschini@cittametropolitana.bo.it – 347 401 4697.




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