Scegliere dove vivere. Studiare quello che ci interessa. Cercare un lavoro che valorizzi le nostre capacità. Uscire con gli amici, costruire relazioni, partecipare alle decisioni che riguardano la società.
È da queste possibilità concrete che voglio partire per raccontare il nuovo manifesto sui diritti dei giovani con disabilità dell’European Disability Forum, il Forum Europeo sulla Disabilità.
Il titolo è The right to shape our future: il diritto di plasmare il nostro futuro. Mi interessa soprattutto quel verbo, plasmare. Significa poter dare una forma alla propria vita, avere gli strumenti per decidere e vedere riconosciuto il valore delle proprie scelte.
Il manifesto, pubblicato dall’EDF il 12 agosto 2026, nasce dal lavoro del suo Comitato giovani e da un’indagine sulle esperienze delle persone con disabilità.
Voglio raccontarlo qui, con calma, perché mette insieme questioni che spesso affrontiamo separatamente: casa, salute, istruzione, lavoro, condizioni economiche, vita sociale e partecipazione politica. Nella vita delle persone, però, queste dimensioni si intrecciano continuamente.
Da quali voci nasce il manifesto
L’indagine si è svolta tra aprile e novembre 2025 ed era rivolta ai giovani con disabilità tra i 16 e i 35 anni. Potevano contribuire anche genitori e persone che lavorano nei servizi a loro dedicati.
Sono arrivate 183 risposte. L’87% proveniva da giovani con disabilità; le altre da genitori e operatori. Dall’Italia sono arrivate 12 risposte.
Questi numeri vanno letti con attenzione. Il campione è piccolo e la partecipazione dei diversi Paesi è disomogenea: non possiamo considerarlo una fotografia rappresentativa di tutti i giovani con disabilità in Europa. Possiamo però ascoltare ciò che queste risposte raccontano e prendere sul serio le difficoltà segnalate.
La possibilità di decidere passa dalla vita quotidiana
Un dato riguarda la casa: oltre la metà delle persone che ne cercano una segnala la scarsità di alloggi accessibili.
Dietro questo risultato c’è una domanda molto concreta: quanto posso scegliere dove e con chi vivere, se le abitazioni disponibili non rispondono alle mie necessità?
La vita indipendente comprende la possibilità di ricevere i sostegni necessari e mantenere il controllo sulle proprie decisioni. Cercare casa significa anche poter progettare una convivenza, trasferirsi per studiare o avvicinarsi a un’opportunità di lavoro.
Un altro risultato riguarda le relazioni: il 48% di chi ha risposto descrive la propria vita sociale come poco appagante. Le barriere segnalate comprendono atteggiamenti delle altre persone, problemi di accessibilità e difficoltà economiche.
Anche una serata con gli amici può richiedere di verificare trasporti, ingresso del locale, servizi e costi. Queste condizioni incidono sulla libertà di partecipare e sulla possibilità di costruire legami.
Avere voce sul futuro comune
Il 68% delle persone intervistate sente che la propria voce è rappresentata raramente o mai in modo adeguato nella politica.
È un risultato che merita attenzione. Le decisioni su trasporti, scuola, lavoro, servizi e spazi pubblici incidono direttamente sulle nostre vite. Per questo la partecipazione delle persone con disabilità deve entrare nei luoghi in cui quelle decisioni vengono costruite.
Il manifesto collega le esperienze raccolte a richieste rivolte alle istituzioni e al movimento europeo delle persone con disabilità: più accessibilità, sostegni alla vita indipendente, istruzione e lavoro inclusivi, informazioni accessibili e possibilità di rappresentanza.
Sono proposte di cambiamento. La loro attuazione sarà il passaggio da seguire.
Nei prossimi articoli voglio tornare su questi temi uno alla volta, partendo dalla casa e dalla vita indipendente. Per capire che cosa chiedono i giovani con disabilità e quali condizioni servono affinché possano scegliere davvero il proprio futuro.




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