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I loro nomi. Le donne uccise in Italia nel 2025 e nel 2026

Written by Maximiliano Ulivieri

On 30 Marzo 2026
infografica

Nel 2025 in Italia sono state uccise 97 donne. Non è un’astrazione statistica. Sono 97 persone con un nome, una casa, una storia interrotta. In 85 casi, chi le ha uccise era qualcuno che conoscevano: un marito, un ex, un compagno, un figlio. Nei primi mesi del 2026 il conto ricomincia.

Questo articolo raccoglie i nomi documentati. Non per abitudine alla cronaca nera, non per voyeurismo del dolore. Per non dimenticare. E per dire, con chiarezza, a chi ha avuto e ha la responsabilità di cambiare le cose, che non lo ha fatto.


2025

5 gennaio, Gualdo Tadino (Perugia) Eliza Stefania Feru, 29 anni. Uccisa dal marito con la pistola di servizio. Lui poi si suicida.

14 gennaio, Rivoli (Torino) Maria Porumbescu, 57 anni. Uccisa a fucilate dall’ex compagno di 86 anni, poi suicida.

24 gennaio, Milano Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, 40 anni, salvadoregna. Uccisa dal convivente. Il corpo ritrovato nell’Adda.

8 febbraio, Rufina (Firenze) Eleonora Guidi, 35 anni. Accoltellata 24 volte dal marito mentre preparava il caffè. Accanto a loro il figlio di un anno e mezzo.

9 febbraio, Venaria Reale (Torino) Cinzia D’Aries, 51 anni. Accoltellata alle spalle dal marito.

17 febbraio, Montignoso (Massa Carrara) Tilde Buffoni, 80 anni. Uccisa con un colpo di pistola dal marito di 85 anni, poi suicida.

21 febbraio, Veniano (Como) Ramona Rinaldi, 39 anni. Trovata senza vita in bagno. Il convivente aveva inscenato un suicidio. Arrestato a luglio.

13 marzo, Chignolo Po (Pavia) Sabrina Baldini Paleni, 56 anni. Strangolata dal compagno.

26 marzo, Spoleto (Perugia) Laura Papadia, 36 anni. Uccisa dal marito nella loro abitazione.

31 marzo, Messina Sara Campanella, 22 anni. Accoltellata alla gola in strada da un uomo che la perseguitava da due anni.

2 aprile, Poli (Roma) Ilaria Sula, 22 anni. Studentessa universitaria. Il corpo trovato ripiegato in una valigia. L’ex fidanzato ha confessato.

8 aprile, Confienza (Pavia) Clarangela Crivellin, 66 anni. Uccisa dal marito, poi suicida.

16 aprile, Samarate (Varese) Teresa Stabile, 55 anni. Accoltellata nel cortile di casa dal marito mentre rientrava dal lavoro. Lui le manda un messaggio alla suocera: “Ho fatto ciò che dovevo fare, buona Pasqua.”

17 aprile, Udine Samia Bent Rejab Kedim, 46 anni. Uccisa a coltellate dall’ex marito, già condannato per precedenti violenze su di lei. Muore in un incidente stradale in fuga.

18 aprile, Bitonto (Bari) Lucia Chiapparini, 74 anni. Colpita con oltre 40 fendenti di forbici dal marito di 75 anni.

20 aprile, Mercato San Severino (Salerno) Carmela Quaranta, 42 anni. Trovata senza vita in casa. L’ex compagno arrestato un mese dopo.

24 aprile, Volvera (Torino) Chiara Spatola, 28 anni. Uccisa dal vicino di casa che la perseguitava.

3 maggio, Settala (Milano) Amina Sailouhi, 43 anni. Uccisa dal marito nonostante il divieto di avvicinamento. A dare l’allarme la figlia di 10 anni.

11 maggio, Milano Chamila Arachchilage Dona Wijesuriyauna, 50 anni, origini cingalesi. Sgozzata da un detenuto in permesso lavorativo. Il corpo nel Parco Nord.

15 maggio, Civitavecchia (Roma) Teodora Kamenova, 47 anni. Accoltellata più volte dall’ex compagno, che si costituisce subito.

16 maggio, Correggio (Reggio Emilia) Daniela Luminita Coman, 47 anni. Attirata con l’inganno, soffocata e uccisa.

22 maggio, Napoli Daniela Strazzullo, 31 anni. Uccisa dalla ex compagna, poi suicida.

26 maggio, Afragola (Napoli) Martina Carbonaro, 14 anni. Uccisa con un masso dall’ex fidanzato di 19 anni nell’ex stadio Moccia. L’aveva lasciato.

29 maggio, Grugliasco (Torino) Fernanda Di Nuzzo, 61 anni, maestra d’asilo. Accoltellata dal marito. Muore il giorno dopo.

4 giugno, Prato Denisa Maria Paun, 30 anni, origini romene. Uccisa e decapitata. Lo stesso uomo confessa anche l’omicidio di Ana Maria Andrei, 27 anni.

5 giugno, Milano Sueli Leal Barbosa, 48 anni, brasiliana. Si getta dal balcone per sfuggire a un incendio appiccato intenzionalmente dal compagno.

5 giugno, Cene (Bergamo) Elena Belloli, 51 anni. Uccisa con un colpo di pistola dal marito, poi suicida.

6 giugno, Castelvetrano (Trapani) Maria Rita Bonanno, 49 anni. Colpita con una chiave inglese dal marito, che poi si getta dal tetto.

14 giugno, Tolentino (Macerata) Gentiana Kopili, 45 anni, origini albanesi. Accoltellata in strada dall’ex marito davanti ai passanti. Mentre è a terra, lui le infierisce a calci.

16 giugno, Angera (Varese) Anna Adele Castoldi, 86 anni. Uccisa dal marito di 91 anni mentre era ricoverata. Lui poi si suicida.

26 giugno, Rivalta (Torino) Assunta “Susy” Carbone, 54 anni. Uccisa dal marito, poi suicida nel lago di Avigliana.

17 luglio, Macherio (Monza-Brianza) Geraldine Yadana Sanchez Nuñez, 33 anni, peruviana. Attirata in un casolare abbandonato e strangolata dall’ex compagno. Era arrivata in Italia da un anno con i suoi figli.

22 luglio, Pisa Samantha Del Gratta, 44 anni. Uccisa con tre colpi di pistola dal compagno guardia giurata, poi suicida.

1 agosto, Poggiridenti (Sondrio) Emilia Nobili, 75 anni. Uccisa dal marito, che confessa ai carabinieri il giorno dopo.

7 agosto, Foggia Fatimi Hayat, 46 anni. Accoltellata dall’ex compagno nonostante denunce, ammonimento e braccialetto elettronico.

13 agosto, La Spezia Tiziana Vinci, 54 anni. Accoltellata dall’ex compagno nonostante divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico, con segnalazioni di malfunzionamento nei giorni precedenti.

23 agosto, Montecorvino Rovella (Salerno) Assunta “Tina” Sgarbini, 47 anni. Trovata senza vita in casa. L’ex confessa dopo la fuga.

settembre, Sud Sardegna Cinzia Pinna, 33 anni. Scomparsa a inizio settembre, ritrovata nella tenuta di un imprenditore che confessa dopo lungo interrogatorio.

17 settembre, Gela (Caltanissetta) Veronica Abaza, 64 anni. Uccisa a calci e pugni dal compagno.

30 settembre, Paupisi (Benevento) Elisabetta Polcino, 49 anni. Uccisa con una pietra dal marito, poi fuggito.

9 ottobre, Lettomanoppello (Pescara) Cleria Mancini, 61 anni. Uccisa con una pistola dall’ex marito davanti al nipote di 12 anni.

14 ottobre, Milano Pamela Genini, 29 anni. Accoltellata 24 volte sul pianerottolo di casa dal fidanzato.

Il totale ufficiale del 2025, secondo il Ministero dell’Interno, è 97 donne uccise. I nomi di tutti i casi di novembre e dicembre non risultano interamente documentati nelle fonti pubbliche accessibili.


2026 (gennaio-marzo)

6 gennaio, Castel Volturno (Caserta) Linda Iyekeoretin, 33 anni, origini nigeriane. Picchiata fino a ridurla in fin di vita dall’ex compagno. Muore in ospedale.

8-18 gennaio, Anguillara Sabazia (Roma) Federica Torzullo. Scomparsa l’8 gennaio. Trovata sotterrata in un canneto dietro l’azienda del marito.

6 febbraio, Nizza Monferrato (Asti) Zoe Trinchero, 17 anni. Corpo trovato in un canale con segni di strangolamento. Un ragazzo di 20 anni ha confessato.

Luigia Rossi. Colpita con un’accetta dal coniuge.

Maria Teresa Gavinelli, 83 anni. Uccisa dal marito perché ritenuta troppo malata.

Enrica Bardotti, 85 anni. Uccisa dal figlio con un martello.

Dall’inizio del 2026, secondo l’Osservatorio di Non Una di Meno (dati aggiornati all’8 marzo), si contano almeno 10 femminicidi accertati e 22 tentati omicidi. In tutti i casi l’autore era conosciuto dalla vittima.


La scuola che non c’è

Leggere questi nomi uno dopo l’altro dovrebbe bastare. Eppure non basta, perché ogni anno questo elenco si rinnova e chi avrebbe potuto fare qualcosa di strutturale non l’ha fatto.

Parlo dell’educazione sessuale, relazionale e affettiva nelle scuole. Quella che in Italia non esiste. Non come disciplina, non come percorso obbligatorio, non come diritto riconosciuto a bambini e ragazzi. Siamo uno dei pochi paesi europei a non averla ancora introdotta. Una lacuna che attraversa indifferente decenni di governi, di ministri, di maggioranze diverse. Una lacuna che ha un costo, e quel costo si chiama con i nomi che avete appena letto.

L’attuale ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara non solo non ha colmato questo vuoto, ma ha proposto qualcosa di peggio: lasciare ai genitori la scelta se i propri figli e figlie possano o meno frequentare eventuali lezioni di educazione sessuale.

Una proposta che tradisce una visione privatistica di un diritto educativo collettivo. E che solleva una domanda semplice, quasi banale: tutti gli uomini che compaiono in queste pagine avevano dei genitori. Non mi risulta che sia servito.

Il punto non è che i genitori siano il nemico. Il punto è che i genitori non sono psicologi, sessuologi o esperti di dinamiche relazionali. Possono trasmettere affetto, valori, presenza. Non possono sostituire una formazione strutturata su consenso, rispetto, identità, confini. Come non chiedereste a un genitore di insegnare chimica o chirurgia, non potete affidargli l’educazione affettiva e sessuale di un figlio e chiamarla politica scolastica.

L’educazione relazionale e affettiva nelle scuole non è un tema ideologico. È prevenzione. È la differenza tra un ragazzo che impara il significato del consenso in un contesto educativo sicuro e uno che lo costruisce, o non lo costruisce, a caso. È la differenza tra una ragazza che sa riconoscere una relazione tossica e una che non ha mai avuto gli strumenti per farlo.

Questo elenco di nomi è anche il risultato di quella assenza. Ministro Valditara, e prima di lei tutti i ministri che hanno lasciato vuota quella cattedra: questi nomi appartengono anche alla vostra eredità.


Per i dati aggiornati sui femminicidi in Italia: Osservatorio di Non Una di Meno, femminicidioitalia.info, Ministero dell’Interno.

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